Uno studio svela che metĂ di internet è opera dei bot. Reddit, metriche, clic: tutto finto? La teoria dell’internet morto prende forma.
ChatGPT, Copilot e Grok – e tutti i modelli di IA analoghi – ci hanno abituati a chiacchierare con entitĂ non umane. Ma la sensazione (inquietante quando non attesa) di parlare con un bot, dopo una conversazione online, non è certo una novitĂ del 2025. Anzi, da tempo sospettiamo che dietro certi messaggi automatici, commenti bizzarri o thread infiniti ci sia qualcosa di… umano, troppo poco umano (semi-cit.)
Ora uno studio di Imperva, compagnia specializzata in sicurezza informatica, sembra darci ragione: il 50% del traffico su internet è generato da bot. E attenzione: un 20% di questi è classificato come “maligno”, non semplicemente troll o chatbot noiosi, ma veri e propri agenti capaci di distorcere le metriche digitali su cui si basa l’intera economia del web.
I bot moderni non si limitano più a simulare conversazioni: generano pagine viste, clic, impressioni e sessioni utente completamente false. Questo manda in tilt gli strumenti di analisi web e, di conseguenza, falsifica i dati su cui si basano campagne pubblicitarie, investimenti e perfino valutazioni aziendali. Il danno economico stimato? Centinaia di miliardi di dollari all’anno.
E mentre aziende tech continuano a presentare numeri “stellari”, cresce il sospetto: quanto di tutto questo è reale?
La “Dead Internet Theory” non sembra più così folle
Esiste una teoria cospirazionista chiamata Dead Internet Theory, secondo cui la maggior parte del contenuto online sarebbe ormai prodotto da IA o bot, e gli umani sarebbero diventati una minoranza passiva nel panorama digitale. Reddit, ad esempio, ospita interi subreddit scritti interamente da bot, con conversazioni che si alimentano da sole. Nessuno (umano) risponde, nessuno legge (o lurka), ma il flusso continua.
E se fosse vero? Se internet fosse oggi un ecosistema governato quasi interamente da algoritmi che parlano tra loro, fingendo di essere umani?
Già nel 1966, gli scienziati del MIT cercavano di simulare conversazioni con un’intelligenza artificiale. Quel progetto pionieristico si chiamava ELIZA, e da allora il progresso è stato continuo. Dai bot maldestri degli anni ’90 come Clippy (ve lo ricordate?) siamo arrivati ai sofisticati Copilot, Grok, e ChatGPT (giusto per citare tre modelli).
La frontiera tra umano e artificiale si è quindi assottigliata fino a confondersi del tutto e così internet sta davvero diventando territorio di bot e di IA, e il tocco umano (se non la presenza vera e propria) tende a perdersi. Chissà che anche dietro questo contenuto non ci sia uno zampino non umano.
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