Foto in stile manga spopolano sul web: ecco cosa c’è dietro il nuovo trend virale

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By Redazione

Le immagini in stile anime spopolano sui social: tra ChatGPT e Lentil, scopri chi sta trasformando la creatività digitale.

Il web è così, un po’ come la vita: va a ondate e vive di trend passeggeri. Periodicamente, un’app diventa virale e tutti iniziano a usarla, spesso ignorando anche i potenziali rischi per la privacy. Vi ricordate quando le bacheche dei social erano invase da volti invecchiati o versioni femminili di sé stessi? All’epoca era FaceApp a dominare la scena.

Oggi, invece, sui social spopolano immagini che trasformano foto reali in scenari da manga o anime. E la domanda sorge spontanea: quale app sta affascinando il web questa volta?

Lentil: il pioniere di questo trend

Prima di arrivare alla risposta più attuale, bisogna dare credito a Lentil, un’app per iOS che, già mesi fa, aveva iniziato a trasformare le foto degli utenti in mondi fantastici ispirati a universi come Ghibli, Minecraft, Coraline o LEGO. Lentil permette non solo di applicare filtri ispirati a diversi stili visivi, ma anche di mescolarli per creare risultati originali e imprevedibili.

Un dettaglio che ha contribuito al successo dell’app è la possibilità di confrontare facilmente l’immagine modificata con quella originale inclinando il telefono. Come spiegato dallo sviluppatore: “Lentil ti permette di passare in un attimo dalla realtà al mondo creato dall’intelligenza artificiale”.

Nonostante il suo successo iniziale, Lentil è stata recentemente oscurata da un altro gigante dell’innovazione: ChatGPT.

ChatGPT e il boom delle immagini anime (in stile Studio Ghibli)

Da qualche giorno, le bacheche dei social sono invase da immagini straordinarie in stile anime (o, sarebbe meglio dire, in stile Studio Ghibli). Questa volta, però, non si tratta di una semplice app fotografica, ma delle nuove funzionalità di ChatGPT. L’ultima versione del famoso chatbot, potenziata da GPT-4, consente di generare immagini dettagliate a partire da semplici richieste testuali – comprendendo la possibilità di creare foto nello stile del famoso studio cinematografico di cui parleremo di qui a poco.

Da Elon Musk a Donald Trump, passando per reinterpretazioni artistiche di eventi storici e film cult, le creazioni in stile anime generate da ChatGPT sono diventate virali, alimentando un’ondata di meme e post condivisi ovunque. Perfino il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha aggiornato la sua immagine del profilo sul social network X con una versione disegnata in stile manga.

Il successo di queste immagini d’altra parte non è privo di controversie. Lo stile anime che richiama lo Studio Ghibli ha acceso un dibattito su possibili violazioni del copyright da parte dell’intelligenza artificiale. Lo Studio Ghibli, fondato nel 1985 da Hayao Miyazaki, Isao Takahata e Toshio Suzuki, è un mostro sacro dell’anime e dell’animazione in assoluto (ha conquistato due oscar – nel 2003 e nel 2024 – per il miglior film d’animazione con La città incantata e Il Ragazzo e l’airone).

Dal canto suo, Miyazaki aveva già espresso pubblicamente la sua disapprovazione verso l’intelligenza artificiale: in un video del 2016, il regista aveva definito “un insulto alla vita stessa” l’uso della tecnologia per imitare lo stile umano.

Così, le immagini generate da ChatGPT e condivise online riportano così in auge interrogativi etici e legali. OpenAI ha cercato di rispondere alle critiche affermando: “Blocchiamo le generazioni nello stile di artisti viventi, ma consentiamo stili più generici come quelli degli studi cinematografici”. Tuttavia, il confine tra ispirazione e violazione del copyright rimane difficile da definire.

Mentre Lentil ha aperto la strada, ChatGPT ha portato il concetto a un livello superiore, grazie alla sua tecnologia avanzata e alla capacità di generare immagini di qualità superiore (e grazie al fatto che tutti usano ChatGPT mentre Lentil era divenuto popolare per una nicchia, con il primo exploit avvenuto grazie a Reddit).

Tuttavia, entrambe le piattaforme sollevano importanti domande sul futuro dell’arte digitale: fino a che punto l’intelligenza artificiale può essere usata senza compromettere il valore dell’arte tradizionale? Dove finiscono le possibilità tecnologiche e inizia la doverosa protezione del copyright?

Curiosità ai margini: per l’immagine in evidenza abbiamo chiesto a ChatGPT di generare l’immagine di un anziano davanti ad un computer in stile Ghibli.

La risposta è stata paracula come poche: “Non posso generare immagini che potrebbero andare in conflitto con le nostre politiche riguardo stili coperti da copyright o rappresentazioni artistiche specifiche. Fammi sapere se sei interessato a rivedere il concetto in una maniera funzionale”. Ed ecco l’immagine in evidenza.

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