Nuova truffa telefonica: falsi colloqui di lavoro per rubare dati e denaro. Ecco come riconoscerla e difendersi.
“Salve, abbiamo ricevuto il curriculum”: iniziano così le telefonate che stanno arrivando a centinaia di italiani, da numeri di telefono cellulare assolutamente legit. Dinnanzi alla presenza di un normale numero di telefono, ci si trova portati a rispondere (a meno che non si abbia l’ottima abitudine di non rispondere ai numeri ignoti) e così ci troviamo esposti a eventuali tentativi di raggiro.
Nel caso specifico i truffatori, fingendosi rappresentanti di aziende o agenzie di reclutamento, utilizzano un linguaggio formale e credibile per attirare le vittime e sottrarre loro dati personali o denaro (la più classica tecnica da Azzecca-garbugli). Ma andiamo con ordine.
Tutto inizia con una chiamata da un numero – come scrivevamo – con prefisso italiano. Il messaggio di apertura è rassicurante: “Abbiamo ricevuto il tuo curriculum e siamo lieti di invitarti a un colloquio”. Successivamente, viene chiesto di continuare la conversazione su WhatsApp per maggiore comodità.
A dircelo, una voce registrata – il che dovrebbe già farci pensare. Ma andiamo avanti.
Tramite WhatsApp ci viene inviato un link al fine di compilare documenti di assunzione. In realtà, questi link portano a siti fraudolenti progettati per raccogliere informazioni personali, dati bancari o, nei casi più estremi, installare malware sui dispositivi delle vittime.
A chi è indirizzata la truffa? Le vittime più comuni sono coloro che cercano lavoro (una fetta importante della popolazione – oltre il 6% – risulta disoccupata) ma il fenomeno non risparmia nessuno (perché sono tanti anche quelli che vorrebbero cambiare lavoro). D’altra parte, anche chi non ha mai inviato candidature può essere contattato: i truffatori sparano nel mucchio, sperando di beccare il – pardon – pollo di turno.
Come proteggersi dalla truffa del curriculum (e non solo): segnali di allarme e consigli pratici
Fai attenzione a questi elementi, che valgono in assoluto per proteggerci dalle truffe telefoniche (in tanti ci provano anche offrendo investimenti vantaggiosissimi – che non esistono).
Messaggi inattesi: se non hai inviato un curriculum, la chiamata è probabilmente falsa.
Richiesta di spostare la conversazione su WhatsApp: è una tattica comune per evitare controlli ufficiali.
Link sospetti: mai cliccare su collegamenti ricevuti da sconosciuti; potrebbero nascondere minacce informatiche.
Richiesta di dati personali o bancari: nessuna azienda richiede queste informazioni per telefono.
Promesse di guadagni facili: le offerte di lavoro credibili non fanno promesse irrealistiche o immediate (e i succitati investimenti vantaggiosissimi sono con ogni probabilità una truffa).
Per questa ragione, se sei stato contattato, interrompi subito la conversazione (attacca pure in faccia – per una volta non ci farà nulla se non sei il massimo dell’educazione) e blocca il numero in questione, aggiungendo il contatto alla lista bloccati del tuo dispositivo.
Potresti segnalare il tentativo di truffa alle autorità competenti (la Polizia Postale, per esempio) ma qualora non vogliate perdere tempo appresso alla denuncia ricordate l’aspetto più importante in assoluto: non fornire mai informazioni personali.
È importante stare sempre all’allerta perché le truffe telefoniche stanno diventando sempre più sofisticate e comuni. Secondo le statistiche, solo in Italia i raggiri telefonici sono cresciuti del 30% negli ultimi tre anni, causando la perdita di centinaia di milioni di euro.
E così, se ti trovi a ricevere un messaggio / una chiamata che sembra troppo bello per essere vero, fermati e rifletti: con ogni probabilità non è vero per davvero.